Quella di oggi entra di diritto tra le date memorabili della mia esistenza nel web:
per la prima volta, da quando sono on-line sui social, ho parlato al telefono con l’assistenza.
Tra l’altro quella di Instagram che, evidentemente, negli ultimi tempi ha implementato il servizio.
Anche se non benissimo.
Ma facciamo un passo indietro.
Questa mattina ho postato un paio di stories e, dopo un poco, ho constatato che non avessero un numero di view particolarmente alto. Anzi, era veramente basso.
Non sono uno che sta ossessivamente dietro alle metriche, però in modo spannometrico le controllo e -per quanto l’algoritmo stia da anni tagliando le visualizzazioni- il fatto che dopo un’ora queste due stories fossero state viste da un centinaio di persone (su un profilo da 366K followers), mi è parso un numero un filino basso.
Così ho detto “BOH”, che è un pensiero abbastanza profondo per quella che si considera essere la media intellettuale dei creators, e le ho rimosse.
Ho quindi postato il box de La Situa che, dopo circa 45 minuti contava la bellezza di BEN TRE RISPOSTE e un numero clamorosamente nullo di visualizzazioni.
Rimuovo anche lui (chiedo scusa agli eroi che erano riusciti a scriverci dentro) e, grazie agli incredibili poteri che la spunta blu (e ai 15 euro al mese che sperpero per averla) mi conferisce, contatto l’assistenza via chat.

THE ASSISTENZA.
Tempo di attesa: due minuti.
Che top.
Mi risponde Astolfo (nome di fantasia, ma sarà stato di fantasia anche quello che mi ha dato l’operatore), che mi chiede uno screen dello status del profilo. Rispondo che “È tutto a posto, è tutto verde, non vengono palesati problemi di sorta”, ma no deve vedere lo screen. Ci sta.
Glielo mando così può accertare che “HEY NON DA PARTE NOSTRA NON CI SONO RESTRIZIONI”
e mi chiede di andare nella sezione degli insight a vedere se ci siano banner di allerta.
Risposta: NO, non ci sono banner.
A questo punto l’inaspettato.
“Posso chiamarla?”.
“Ma in che senso. Al telefono?”.
“Sì”.
Incredibile, cazzo. Mai vista una cosa simile.
“Certo bra, fa pure che qua scriviamo la storia”.
Ma è, ovviamente, una storia brutta.
Tele-TELEFONANDO.
Passa un minuto e ricevo una chiamata da Londra,
alla quale non avrei mai risposto se non mi avesse detto che mi avrebbe chiamato.
Rispondo e, perdindirindina, è Astolfo.
A questo punto uno è portato a pensare:
minchia, davanti a un servizio del genere, la risolviamo alla grande.
#einvece

E invece Astolfo mi ripalesa che lato loro è tutto a posto e che quindi
avrò POSTATO UN CONTENUTO POCO INTERESSANTE.
But really?
Cerco di far capire a Astolfo che è vero che ho 45 anni, e non sono nemmeno così tanto intelligente,
ma non sono nemmeno così pessimo.
Gli paleso che li ho contattati non perché abbia rilevato un calo del 2% del totale delle view a fine giornata,
ma che le stories non le sta vedendo NESSUNO, quando fino a ieri l’andamento era più o meno sempre quello registrato normalmente.
E qui la meraviglia.
“Eh, ma sa. Può essere che in questi giorni difficili che sta vivendo il mondo, le persone cerchino altro tipo di notizie. Oppure che, ad esempio, siccome si stanno avvicinando le vacanze, stanno cercando notizie tipo su che crema solare comprare”.
Qui si vola altissimo.
A me pareva di sognare.
Ho una community che risponde giornalmente (dal 2020) al box de La Situa,
ironizzando sul disagio, che da un giorno all’altro, non mi visualizza più perché cerca info sulle creme solare.
Son tipo quelle cose che dici ai parenti,
quando non hai voglia di risolvergli i problemi che hanno con il loro “SITO FEISBUK”
e la tagli corto inventando una boiata.
Solo che questa era l’assistenza.
MASSIMO #respect
Non sono uno stratega, ma so quando è il momento di ritirarsi da battaglia persa, quindi mi accerto ancora una volta che, da parte loro, non siano entrati in vigore dei ban ma arriva il colpo di coda: così la chiudiamo in gloria.
“Potrebbe essere che deve pubblicare negli orari migliori in cui sono presenti i suoi follower online”.
Ma zio cane, i miei followers sono on-line tutto il giorno, escludendo le ore in cui dormono.
Segue screen ufficiale dagli insight di CBIB.

La chiudiamo così, con i ringraziamenti da parte mia per la disponibilità e da parte sua per aver contattato Meta SGNAUZ (dove “sgnauz” sta per una da me non ben compresa, sezione di Meta), sperando che domani andrà meglio, perché in fondo “Domani è un altro giorno”.
POST SCRIPTUM.
Altre persone stanno palesando un crollo verticale delle views (non solo cosiddetti creators, anche amici con profili normalissimi, da poche centinaia di followers): la teoria è che siccome nella notte Meta ha implementato una splendida funzione, si siano temporaneamente buggate le stories di molti.
Avete visto l’implementazione che mancava?
Ci hanno donato la possibilità di postare delle istantanee per gli amici.
L’ho scoperto facendo colazione e ho subito provato a vedere cosa fosse, chiudendo l’approfondimento dopo 25 secondi definendola inutile.
Chiudendola, ma non tanto, perché Claudio (nome non di fantasia) mi ha risposto all’istantanea che (evidentemente) mi son scattato e ho condiviso, chissà come.

Evento clamorosamente boomer implementato dalla foto che ho postato: la classica foto del boomer che si selfa inconsapevolmente, con il volto tutto distorto dalla vicinanza alla camera.
Va bene che l’età avanza ma Instagram, con tutti miei migliori anni che ti ho donato, da te questo non lo meritavo.
A ogni modo, domani sarà meglio, domani sarà peggio, domani sarà come oggi, solo di passaggio (cantava Neffa due decadi fa). Tutto sommato, senza stories, oggi avrò molta meno gente che mi insulta.
No xe un mal, che no sie un ben.
Come sempre.